Settembre 2007

LE VIE D'ACQUA

Attraverso le vie d’acqua, una possibile chiave di lettura del territorio, 
del paesaggio e della storia





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(GIANLUCA CHIARUCCI)

La disponibilità dell’acqua, e non di meno l’affinamento dei sistemi per condurla, hanno rappresentato ed in fatto rappresentano, uno dei requisiti imprescindibili per la presenza umana.

Non vi è infatti maniera, perché l’esistenza dell’uomo possa essere condotta in assenza d’acqua.

Del resto se l’acqua è presente ma scarseggia, essa costituisce un fattore che pesantemente limita le potenzialità di sviluppo dell’uomo e la prosperità delle sue attività economiche.

Di tutto questo l’uomo è sempre stato conscio, cosicché tanta parte della grandezza e della possanza delle civiltà, ed anche della profondità dei segni che queste hanno lasciato alla storia, sono legate alle opere idrauliche.

Se l’acqua è così importante, dobbiamo comprendere che la sua gestione pone una serie di problemi, differenti per ordine e per scala.

Secondo una successione che è anche di processo, occorre infatti:
1.     reperire l’acqua;
2.     accertarsi della sua conformità qualitativa, rispetto agli utilizzi a cui è destinata;
3.     derivarla, approntando le occorrenti opere di captazione;
4.     condurla attraverso idonee reti di distribuzione;
5.     erogarla, monitorandone i prelievi;
6.     gestire i reflui idrici, operando tutte le occorrenti azioni di controllo, rispetto alle emissioni inquinanti;
7.     attivare le azioni di depurazione, monitorando gli effetti che queste ultime concretamente ottengono.

L’acqua deve dunque essere gestita in quanto “risorsa”, secondo una logica che necessariamente prevede un’etica dell’offerta ed un’etica della domanda.

In quanto risorsa limitata, strategica, ed a lenta rinnovazione, la gestione dell’acqua deve essere improntata in chiave di processo, mirando alla tutela, alla valorizzazione, alla moderazione negli usi, al non spreco.

Del resto, le “vie d’acqua”, ossia le opere idrauliche, spesso possenti, a volte ardite, che hanno reso possibile la distribuzione dell’acqua, sia mediante condotte tubate, ponti-canale, tombe-sifone, sia mediante condotte a pelo libero, hanno davvero modificato la vita dell’uomo, e non solo per l’effetto di condurre l’acqua, che peraltro rappresenta la loro funzione specifica e più comunemente conosciuta.

Il rapporto con l’acqua è infatti dicotomico, ovvero di amore-odio, quasi si trattasse di un’innamorata della quale non si può fare a meno, e che tuttavia nasconde risvolti pericolosi.

Se l’acqua è per un verso così indispensabile, e tanto è temuta la sua scarsità, per altro verso è altrettanto temuto il suo eccesso.

Ecco che a fianco del sistema complesso ed interrelato, degli acquedotti e delle reti irrigue per uso agricolo, si pone quello delle reti di bonifica, il cui compito è quello di allontanare le acque in eccesso: sia quelle che provengono dal mare, per le zone poste ad una quota più bassa rispetto al livello marino, sia quelle di pioggia, che corrivano sui pendii e che tendono ad invasarsi nei fondi-valle, ed a stagnare nelle pianure.

Ma il rapporto con le vie d’acqua, è ancora più complesso.

Ed infatti, se pensando alla Lomellina territorio eminentemente risicolo, viene da concludere che “nei segreti del governo dell’acqua, sta la chiave della coltura del riso”, è altrettanto vero che ai prati marcitoi, vada riconosciuto il “prodigio della foraggicoltura europea”, ed ancora che i paesaggi delle grandi bonificazioni, hanno cancellato i segni del passato, poiché a seguito

 Bibliografia:

Costantino Costantinidis – Bonifica ed irrigazione -

Autori vai - Storia dell’agricoltura europea – ed. Etas Libri - Edagricole (Bologna)

Giorgio Saltini – “Storia delle scienze agrarie” – Edagricole (Bologna);

Atti del Convegno  “Funzioni e pianificazione del territorio rurale”,  svoltosi il 16/12/2002 presso il Politecnico di Milano;

Sergio Baratti, “Le vie d’acqua della Lomellina” - relazione tenuta al Convegno ”Terre d'acqua in Italia” – 2001.

 

 


Gian Luca Chiarucci

Agronomo – architetto junior – esperto in ingegneria dei costi nell’Università commerciale “L. Bocconi”- PhD in “Sistemi edilizi ed urbani” nel Politecnico di Milano – cultore di materia dell’Estimo nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano