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Marzo
2007
ENERGIA
IDROELETTRICA
:
"LA REGINA" TRA LE FONTI RINNOVABILI
In
Italia l’energia idroelettrica ha avuto un grande sviluppo
sfruttando in particolare
la situazione geomorfologica dell’arco alpino.
Il 20% del
fabbisogno nazionale è assicurato da questa importante
fonte
rinnovabile che determina un basso impatto ambientale.
Anche la
Lomellina dà il suo piccolo contributo con mini impianti
idroelettrici.
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(LUIGI
BULZI)
•L’energia
cinetica delle masse d’acqua (acquisite dall’energia
potenziale che una massa d’acqua perde con un salto o un
percorso
in pendenza) viene utilizzata da molto tempo dall’uomo in
sostituzione di quella muscolare e animale.
••Lo
sfruttamento prevalente dell’energia cinetica delle acque,
siano esse fluenti o in caduta, è relativo alla produzione di
energia elettrica.
•Sono quelli idraulici, i più grandi impianti esistenti nel
mondo, per la produzione di elettricità:
•Rio Paranà (Itaipù) Paraguay con 13.000 Mw;
•Tre Gole (Yang-Tze) Cina con 17.000 Mw.
L’elettricità
prodotta dalle centrali idroelettriche non ha alcun tipo di
emissioni inquinanti; l’unico impatto ambientale di
rilevo, solo per le centrali
più grandi, è costituito dalle modificazioni degli
ambienti naturali conseguenti alla realizzazione degli
sbarramenti artificiali necessari per un adeguato
sfruttamento dell’energia idraulica.
Tra le fonti
rinnovabili l’energia idroelettrica contribuisce per circa
il 20 % al fabbisogno nazionale di energia con un parco
generazione di circa 250 impianti medio-grandi e circa 300
centraline mini-idro
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La domanda di energia elettrica in
Italia è stata nel 2005 di 135.677 milioni di kWh
(Lombardia 28.103 - 20,7%) per il 2006 si prevede un
consumo pari a 138.354
milioni di kWh (Lombardia 28.905 – 20,9%)
La
produzione di energia idroelettrica nel nostro paese
è equivalente al fabbisogno energetico di circa 10
milioni di famiglie e permette di evitare oltre 18
milioni di tonnellate annue di anidride carbonica in
atmosfera.
•Incrementi
di produzione ulteriori sono possibili solo con azioni
di miglioramento ed interventi di ammodernamento
tecnologico sul patrimonio idrico esistente.
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LA
CENTRALE IDROELETTRICA |
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COME
FUNZIONA? |
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Le
acque di un bacino
servono
a far girare
una
turbina più a valle,
con
lo scopo di
produrre energia
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La
massa d’acqua
trattenuta
dalla diga
può
azionare turbine,
Irrigare
zone aride,
regolare
il corso
di
un fiume
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La
condotta forzata è una tubazione di
grosse dimensioni che trasporta
l’acqua
in uscita dalla vasca
di carico alla
turbina con lo scopo
di trasformare l’energia
potenziale dell’acqua, ad una determinata
quota, in energia cinetica per
far girare la turbina
Attraverso
opere di adduzione, canali e gallerie di derivazione, l’acqua viene
convogliata in vasche di carico e mediante condotte forzate, nelle
turbine.
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Le
valvole interrompono
il flusso di acqua in caso di rottura
della condotta intervenendo automaticamente;
regolano le condizioni di esercizio della turbina
ed intercettano il flusso in condizioni
di massima portata. |
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L’organo
otturatore di questo tipo
di valvola ha la forma di un fuso che viene spostato in direzione
assiale
per le manovre di chiusura o apertura.
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La
valvola è costituita da una lente circolare, munita di guarnizioni di
tenuta, che ruota attorno ad un perno girevole ad asse perpendicolare
alla tubazione in cui la valvola è inserita. Questo tipo di valvola è
impiegata in impianti con salti fino a 150 metri ed ha un diametro di 7
metri
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La
valvola è costituita da un corpo sferico nell’interno del quale si
muove un otturatore rotante, che ha la stessa sezione della condotta.
Il corpo sferico è munito di sedi
per le guarnizioni a tenuta d’acqua per l’otturatore. L’impiego di
questo tipo di valvola che ha raggiunto diametri di 4 metri, è adatto
per salti da 1500
a 1600 metri.
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FRANCIS
Turbina idraulica con pale della girante fissa, utilizzata di solito con
salti medio bassi
da 10 a 250 metri ) e con portate medie.
Le turbine Francis sono caratterizzate da un ingresso dell’acqua nella
girante, che annegata in direzione radiale centripeta e da uno scarico
assiale. Nelle turbine Francis veloci, l’alimentazione sempre radiale,
mentre lo scarico dell’acqua solo assiale; in queste turbine l’acqua
si muove come in una condotta in pressione: attrverso il distributore
(organo fisso ) perviene alla ruota ( organo mobile ) alla quale cede la
sua energia, senza entrare in contatto con l’atmosfera. |
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KARAPLAN
Turbina
idraulica con pale della girante regolabili utilizzata
di solito con grandi portate e bassi salti ( da 5 a 30 metri ) Sono
turbine a flusso assiale; le pale della ruota nella Kaplan sono sempre
regolabili mentre quelle del distributore possono essere fisso o
regolabile.
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PELTON
Turbina
idraulica utilizzata di solito con salti da 50 a 1300 metri e piccole
portate. La Pelton è costituita da un distributore ad uno o più
ugelli ( fino a sei ) in rapporto alla portata della girante e da una
ruota, calettata sull’albero motore che trasmette la rotazione
all’alternatore elettrico. Ogni ugello crea un getto la cui portata
è regolata da una valvola a spillo.
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ALTERNATORE |
TRASFORMATORE |
| L’alternatore
è un generatore di corrente elettrica alternata costituito da due parti
fondamentali, una fissa ( statore ) e l’altra rotante ( rotore ) su cui
sono disposti avvolgimenti di rame isolati. I due avvolgimenti si dicono
induttore ( sul rotore ) ed indotto ( sullo statore ). |
Il
trasformatore è una macchina elettrica statica che sfruttando il fenomeno
dellinduzione elettromagnetica trasforma i parametri della potenza in
ingresso, tensione e corrente, in valori di corrente e tensione in uscita
prestabiliti a potenza costante.
(A meno delle perdite di trasformazione) La trasformazione della tensione
all’uscita del generatore è necessaria per rendere trasmissibile
l’energia a grandi distanze. |
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Luigi
Bulzi
Studi di Elettronica presso l'Istituto Tecnico
Industriale "OMAR" di Novara e conseguimento del diploma
nel 1975.
Nello
stesso anno assunto all'ENEL con incarico di progettazione e
costruzione impianti di distribuzione energia.
Dal
1985 al 1996 ho svolto attività di relazione e coordinamento con
Enti ed Istituti per autorizzazioni e concessioni relative alla
costruzione ed esercizio di impianti e reti di distribuzione.
Dal
1996 al 1999 mi sono occupato degli studi per lo sviluppo ed
esercizio delle reti elettriche di distribuzione nell'ambito della
zona di Vigevano e dal 1999 ad oggi svolgo l'incarico di
Responsabile dell'Unità Operativa di VIGEVANO nell'ambito della
zona di Pavia.
Nel
periodo 1990-2001 ho svolto attività di studio e ricerca, per
conto della Federazione Lavoratori Aziende Elettriche Italiane
della Provincia di Pavia, sui problemi energetici con particolare
riguardo al settore elettrico.
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