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(ANNA
CORBI - GIANCARLO GUADO)
E
sempre si ricorderà il tuo nome,
se
ora canto le querce che crescono
su
quella rupe, dove tra le fessure
scendono
mormorando le tue acque. (Orazio)
La
fonte Bandusia trovò il suo cantore che l’ha sottratta
all’oblio del tempo; all’oblio del tempo è sottratta anche la
romana fonte Sales di Salice Terme non perché abbia, a sua volta,
trovato il suo poeta, ma perché le sue proprietà curative ne hanno assicurato la continuità
di utilizzo e di memoria nel tempo.
Il
Principio è l’Acqua:
L’utilizzo
dell’acqua minerale/termale a scopo terapeutico, il ruolo che le
cure termo – minerali hanno avuto nelle terapie medico –
sanitarie si iscrivono nella più generale storia dell’acqua
stessa, nella sua centralità per la vita
sul nostro pianeta e, in particolare, per la vita
dell’uomo.
La
storia del termalismo e del progredire delle conoscenze relative
alle proprietà terapeutiche delle acque minerali/termali e del
loro impiego nel corso dei secoli è, dunque, connessa alla
peculiarità del rapporto dell’uomo con l’acqua.
L’acqua,
com’è noto, costituisce l’elemento preponderante del corpo
umano ed è simbolo di vita nonché valore culturale: alle fonti
sono legati non solo i pellegrinaggi di cura ma anche quelli di
culto legati a figure
di santi e divinità; anche oggi, nei soggiorni termali,
si ricerca il benessere fisico ma anche il benessere
psichico e spirituale.
Il
valore delle acque, la loro sacralizzazione, i benefici che se ne
possono trarre dal punto di vista della salute, ritornano
puntualmente nelle
varie culture sedimentate in tutti i popoli del mondo.
Nel
Mediterraneo, oltre alle storiche culture “fluviali”
(Egiziani, Assiro – Babilonesi) aspetti importanti del carattere
sacro –religioso, medicamentoso dell’acqua si ritrovano nella
cultura greca e in quella romana. Presso i Romani, costruttori di
terme, il culto dell’acqua, considerata sacra e guaritrice di
molte malattie, finì con il divenire la più importante forma di
terapia. Proprio a questo popolo si devono leggi e norme igieniche la cui indubbia efficacia si fondava su
adeguate misure di prevenzione ( A. Guerci -Geologia
dell’Ambiente n.3/2004).
L’idea
dell’uomo come unità fisio – psichica indissolubile è ancora
oggi presente nel termalismo il quale mantiene, pur
nell’impostazione medico-scientifica più rigorosa, l’
indirizzo di approccio globale all’uomo, laddove altre branche
della medicina hanno separato la mente dal corpo, favorendo
modalità d’intervento settoriali.
Un
recente studio in ambito idrologico ha ricercato le sinergie che
intervengono durante il soggiorno termale a potenziare la terapia
approfondendo i ruoli degli stimoli ambientali esterni. L’unità
antropologica come presupposto imprescindibile è il filo rosso
che attraversa la storia della cura con le acque, nel suo trapasso
da forme magico – religiose a forme, via via, più scientifiche
e mediche.
Già
nel “Corpus Hippocraticum” Ippocrate dedica ampie parti
del trattato allo studio delle acque in senso decisamente
scientifico ed attuale: caratteri chimici,organolettici, problemi
igienici, uso dei bagni in varie malattie, effetti del bagno caldo
e freddo sull’organismo umano; e nell’altra sua opera: “Sulle
arie, le acque, i luoghi”, nel descrivere le interazioni tra
le componenti aerologiche, idrologiche e topografiche
dell’ambiente, afferma che gli esseri umani subiscono le
influenze di questi processi sia dal punto di vista fisiologico
che psicologico (A. Guerci –Geologia dell’Ambiente n.
3/2004).
A
quei tempi, benchè non studiate da Ippocrate, si conoscono, ad
esempio, le azioni benefiche delle acque sulfuree per
l’attenuazione dei dolori muscolari ed articolari, nonché per
l’azione risanante sulle patologie della pelle. Gli stessi
Romani, riponendo una maggiore fiducia nelle misure preventive,
passano gradualmente dai culti magici a cure mediche
attraverso l’applicazione idroterapica.
Essi
si sottoponevano a quella che oggi si può definire
“stimoloterapia aspecifica”, legata cioè solo agli effetti
fisici del bagno in acqua: calore, pressione idrostatica e
galleggiamento, sfruttando piscine ed ambienti a diversa
gradazione di calore. Si operava con stimolazione energica di
alcune funzioni organiche (respiro,
funziona cardiaca, ritorno venoso, sudorazione ecc.) che
ancora oggi è studiata ed attuata per le sue possibilità
terapeutiche soprattutto preventive
e riabilitative.
I
Romani sono forse i primi ad utilizzare le sorgenti termominerali
per applicazioni curative specifiche e i medici di Roma
riconoscono infatti le attività terapeutiche di molte acque.
Plinio,
Galeno e Celso tentano le prime classificazioni attraverso
l’interpretazione del rapporto tra le varie carettistiche
fisico-chimiche di queste, così come durante l’Impero già si
fanno prescrizioni metodologiche
per le applicazioni suddette.
Nel
Medio Evo, da un lato si consuma un arresto nella metodica di
utilizzo dell’acqua termale
per il benessere come valore socio/edonistico, da un altro
lato si sviluppa la ricerca nel campo più specificatamente
medico, così che in questo lungo periodo storico vengono sempre
più utilizzate le acque sulfuree per le malattie della pelle e
quelle salsobromojodiche per combattere la sterilità femminile.
Nei
secoli successivi l’idrologia medica accelera la ricerca e si
producono ampie documentazioni scientifiche ad opera di vari
autori, per lo più medici, quali Bacci, Falloppio ed altri; con
l’affermarsi della sperimentazione in
medicina e l’avvento della chimica moderna, si assiste ad
una vera svolta scientifica dell’idrologia medica.
Dall’800,
con gli ulteriori progressi nelle scienze chimiche, fisiche,
biologiche e, certamente non ultime, geologiche (idrogeologia
moderna), l’acqua termominerale acquisisce la caratterizzazione
di sostanza farmacologica complessa e irriproducibile
artificialmente.
Oggi
la medicina termale utilizza , al pari di ogni altra disciplina
medica, le competenze scientifiche e tecnologiche del settore e si
avvale, altresì, dello sviluppo nella ricerca idrogeologica
laddove è oggi possibile selezionare più specificamente le varie
tipologie di acque da destinare alla scienza propria
dell’idrologia medica.
Allo
stesso tempo la comunità scientifica (Università) intende
sfruttare in modo razionale le proprietà del patrimonio
idrominerale che per il passato era invece “affidato” a
singoli estimatori del termalismo. Attualmente la ricerca nel
campo dell’idrologia medica si svolge in ambiti scientifici
multidisciplinari (Farmacologia, Idrochimica, Fisiologia etc.) a
scopi di medicina preventiva, terapeutica o riabilitativa.
Le Terme di Salice
Salice
Terme è situata nel cuore della confluenza di 4 Regioni
(Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia) e al centro del
"Triangolo industriale" Milano-Genova-Torino.
Proprio qui
il Torrente Staffora aprendo, dolcemente, la sua vallata,
assicura al microclima secco e temperato di Salice la piacevole
ventilazione che ne costituisce la caratteristica principale.
Sulla sua riva sinistra,
nella cornice di un parco
secolare, tra tigli, platani, aceri, querce, olmi, pini, prati
verdi e tanti fiori sboccia "il
fiore della salute" grazie alle Terme di Salice.
La
peculiarità geografica di Salice è la collina e il colore
dominante è il verde: il verde riposa l’occhio e placa
l’animo, stimola
l’ottimismo e fa sì
che ogni giorno sia un buon giorno (foto 1).
La
storia di Salice è indissolubilmente legata alla storia delle sue
acque e delle terme che le hanno valorizzate a fini terapeutici e
curativi.
Lo
stesso nome trae origine dall’antichissima Fonte Sales (foto
2), tuttora produttiva e attiva, situata ai piedi della
collina. Le acque salse che dalla fonte derivavano, creavano,
infatti, delle efflorescenze saline rossastre sul terreno per cui
i Romani designarono la località come "locum salis",
donde Sales e…infine, Salice.
Furono
proprio i Romani , qui pervenuti nelle loro guerre contro i Liguri
che si erano stanziati sulle colline tra il mare e la grande
pianura del Po, ad utilizzare per primi le acque salse ed a
sfruttare le miniere di zolfo di Mont’Alfeo.
Si deve, invece, al dottore Ernesto Brugnatelli la
rinascita delle terme nel 1849; lo studioso avviò la ricerca
delle caratteristiche chimico-fisiche delle acque e iniziò la
sperimentazione delle proprietà terapeutiche più importanti.
Nel
1884 nasceva la Società in accomandita semplice Stoppani,
Castiglioni & C. e, successivamente, nel 1901,
la Società
anonima Terme di Salice che ha provveduto a un completo studio
geologico della zona, alla trivellazione di nuovi pozzi, dei quali
alcuni fino alla profondità di oltre 300 metri, alla costruzione
dello stabilimento termale, nel 1902, di stile pompeiano e del
parco circostante (foto 3 e
4).
Fino
al periodo tra le due guerre Salice continuò a crescere in fama e
importanza grazie all’opera
intelligente ed entusiasta di illustri medici quali il Dott.
Stoppani, il Dott. De Vincenti ed il Dott. Diviani.
Dopo
la pausa della seconda guerra mondiale, nell’immediato secondo
dopoguerra e più ancora dagli anni ottanta ad oggi, la Spa Terme
di Salice riprende la
sua crescita e sviluppo sia in termini di ricerca e sfruttamento
delle acque minerali (vengono approfonditi gli studi idrogeologici
e costruite le nuove captazioni con tecnologia moderna), sia in
termini di studi e applicazioni medico – terapeutiche e
sia ancora in
termini di frequenza e utilizzo da parte di un pubblico sempre più
vasto delle cure, trapassando dalla proprietà pubblica all’
attuale proprietà
mista privata – pubblica.
In
un contesto fortemente segnato dalla loro presenza (altri
stabilimenti termali, Villa Esperia, Don Gnocchi) la Spa Terme di
Salice sta oggi precisando la sua identità sotto la nuova
Amministrazione; alle
tradizionali cure già in essere, di tipo terapeutico, si sta
anche affermando, in maniera sempre più evidente, il “Centro
benessere”, la nuova piscina termale (foto
5), la linea di prodotti “Gli Elementi”, cure estetiche e
cosmetiche, legate alla prevenzione secondo un concetto di sanità
fisiopsichica rivelativo di un approccio olistico alla
problematica della salute come “conservazione” di
status piuttosto che come “recupero” di status.
Inoltre,
attraverso un protocollo di intesa con il prestigioso S. Matteo di
Pavia, partner scientifico del progetto, la nuova Amministrazione
sta avviando un recupero della struttura del Grande Hotel del
Parco finalizzata alla istituzione di un centro riabilitativo di
alta, esclusiva rilevanza nazionale/internazionale nell’ambito
dello sport.
Cura,
prevenzione, riabilitazione rappresentano i poli di sviluppo della
Spa Terme di Salice in un prospettiva di continuità con il
passato e di implementazione nel futuro. Le risorse naturali alla
base di tale sviluppo sono le acque
salsobromojodiche e sulfureo – solfate. Le acque
salsobromojodiche sono fortemente mineralizzate (residuo fisso
superiore a 55.000 mg/l) e vantano una concentrazione di sali tra
8 e 10 gradi Beaumè a fronte dell’acqua marina che ne vanta
1/2; esse sono note per la loro azione antinfiammatoria,
antidolorifica, analgesica, decontratturante, antiedemigena,
miorilassante.
Le
acque sulfuree di Mont’Alfeo, molto ricche di idrogeno solforato
(oltre 10 mg/l) svolgono funzione anticatarrale, mucolitica,
antiallergica, di stimolo delle difese immunitarie,
antinfiammatorie, cherotolitica, cheratoplastica (foto 6).
Queste
acque svolgono anche benefici effetti a livello cutaneo per
l’azione positiva sul ricambio fisiologico e a livello nervoso
per gli effetti sedativi riscontrati nei casi di eccitabilità.
“Dei
primi filosofi, i più hanno pensato che vi siano solo principi
materiali delle cose. Ciò di cui le cose hanno il loro essere e
da cui si originano e in cui, corrompendosi, si risolvono - poichè
la sostanza permane pur mutando negli accidenti - dicono sia
l'elemento primordiale e, essa sostanza, il principio delle cose;
per questo pensano che niente si generi o perisca in assoluto,
dato che tale sostanza rimane in eterno. Tuttavia questi filosofi
non sono tutti d'accordo circa il numero e la specie di un tale
principio. Talete iniziatore di questo tipo di filosofia,
dice che il principio è l'acqua (per questo afferma
che la terra galleggia sull'acqua), desumendo indubbiamente questa
sua convinzione dalla constatazione che il nutrimento di tutte le
cose è umido, e che perfino il caldo si genera dall'umido e vive
dell'umido.
Ora,
ciò che da cui tutte le cose si generano è, appunto, il
principio di tutto. Egli desunse dunque questa convinzione da ciò
e inoltre dal fatto che i semi di tutte le cose hanno una natura
umida, e l'acqua è il principio della natura delle cose umide.”(Aristotele)
Anna Corbi* – consigliere Terme di Salice S .p. A.
Giancarlo
Guado** –consulente idrogeologo Terme di Salice S.p.A.
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