Agosto 2007

L'ACQUA RISORSA NON INFINITA

L’utilizzo delle acque termali a scopo igienico sanitario ha radici storiche, 
si pensi alle terme di epoca romana; oggi, la nostra società, più attenta alla qualità della vita e alla ricerca del benessere anche attraverso la riscoperta delle potenzialità curative degli elementi naturali (idroterapia, fitoterapia, naturopatia, tecniche di rilassamento..) sta riscoprendo il valore delle cure termali. Questa nuova tendenza ha rinnovato l’interesse sia storico che scientifico su quella che, in territorio nazionale e anche in territorio lombardo, costituisce una vera e propria risorsa da tutelare e valorizzare.

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(ANNA CORBI - GIANCARLO GUADO)

E sempre si ricorderà il tuo nome,

se ora canto le querce che crescono

su quella rupe, dove tra le fessure

scendono mormorando le tue acque. (Orazio)

 

La fonte Bandusia trovò il suo cantore che l’ha sottratta all’oblio del tempo; all’oblio del tempo è sottratta anche la romana fonte Sales di Salice Terme non perché abbia, a sua volta, trovato il suo poeta, ma perché  le sue proprietà curative ne hanno assicurato la continuità di utilizzo e di memoria nel tempo.


Il Principio è l’Acqua:

L’utilizzo dell’acqua minerale/termale a scopo terapeutico, il ruolo che le cure termo – minerali hanno avuto nelle terapie medico – sanitarie si iscrivono nella più generale storia dell’acqua stessa, nella sua centralità per la vita  sul nostro pianeta e, in particolare, per la vita dell’uomo.

La storia del termalismo e del progredire delle conoscenze relative alle proprietà terapeutiche delle acque minerali/termali e del loro impiego nel corso dei secoli è, dunque, connessa alla peculiarità del rapporto dell’uomo con l’acqua.

L’acqua, com’è noto, costituisce l’elemento preponderante del corpo umano ed è simbolo di vita nonché valore culturale: alle fonti sono legati non solo i pellegrinaggi di cura ma anche quelli di culto legati  a figure di santi e divinità; anche oggi, nei soggiorni termali,  si ricerca il benessere fisico ma anche il benessere psichico e spirituale.

Il valore delle acque, la loro sacralizzazione, i benefici che se ne possono trarre dal punto di vista della salute, ritornano puntualmente   nelle varie culture sedimentate in tutti i popoli del mondo.

Nel Mediterraneo, oltre alle storiche culture “fluviali” (Egiziani, Assiro – Babilonesi) aspetti importanti del carattere sacro –religioso, medicamentoso dell’acqua si ritrovano nella cultura greca e in quella romana. Presso i Romani, costruttori di terme, il culto dell’acqua, considerata sacra e guaritrice di molte malattie, finì con il divenire la più importante forma di terapia. Proprio a questo popolo si devono leggi e  norme igieniche la cui indubbia efficacia si fondava su adeguate misure di prevenzione ( A. Guerci -Geologia dell’Ambiente n.3/2004).

L’idea dell’uomo come unità fisio – psichica indissolubile è ancora oggi presente nel termalismo il quale mantiene, pur nell’impostazione medico-scientifica più rigorosa, l’ indirizzo di approccio globale all’uomo, laddove altre branche della medicina hanno separato la mente dal corpo, favorendo modalità d’intervento settoriali.

Un recente studio in ambito idrologico ha ricercato le sinergie che intervengono durante il soggiorno termale a potenziare la terapia approfondendo i ruoli degli stimoli ambientali esterni. L’unità antropologica come presupposto imprescindibile è il filo rosso che attraversa la storia della cura con le acque, nel suo trapasso da forme magico – religiose a forme, via via, più scientifiche e mediche.

Già nel “Corpus Hippocraticum” Ippocrate dedica ampie parti del trattato allo studio delle acque in senso decisamente scientifico ed attuale: caratteri chimici,organolettici, problemi igienici, uso dei bagni in varie malattie, effetti del bagno caldo e freddo sull’organismo umano; e nell’altra sua opera: “Sulle arie, le acque, i luoghi”, nel descrivere le interazioni tra le componenti aerologiche, idrologiche e topografiche dell’ambiente, afferma che gli esseri umani subiscono le influenze di questi processi sia dal punto di vista fisiologico che psicologico (A. Guerci –Geologia dell’Ambiente n. 3/2004).

A quei tempi, benchè non studiate da Ippocrate, si conoscono, ad esempio, le azioni benefiche delle acque sulfuree per l’attenuazione dei dolori muscolari ed articolari, nonché per l’azione risanante sulle patologie della pelle. Gli stessi Romani, riponendo una maggiore fiducia nelle misure preventive,  passano gradualmente dai culti magici a cure mediche attraverso l’applicazione idroterapica.

Essi si sottoponevano a quella che oggi si può definire “stimoloterapia aspecifica”, legata cioè solo agli effetti fisici del bagno in acqua: calore, pressione idrostatica e galleggiamento, sfruttando piscine ed ambienti a diversa gradazione di calore. Si operava con stimolazione energica di alcune funzioni organiche  (respiro,  funziona cardiaca, ritorno venoso, sudorazione ecc.) che ancora oggi è studiata ed attuata per le sue possibilità terapeutiche soprattutto  preventive e riabilitative.

I Romani sono forse i primi ad utilizzare le sorgenti termominerali per applicazioni curative specifiche e i medici di Roma riconoscono infatti le attività terapeutiche di molte acque.

Plinio, Galeno e Celso tentano le prime classificazioni attraverso l’interpretazione del rapporto tra le varie carettistiche fisico-chimiche di queste, così come durante l’Impero già si fanno prescrizioni  metodologiche per le applicazioni suddette.

Nel Medio Evo, da un lato si consuma un arresto nella metodica di utilizzo dell’acqua termale  per il benessere come valore socio/edonistico, da un altro lato si sviluppa la ricerca nel campo più specificatamente medico, così che in questo lungo periodo storico vengono sempre più utilizzate le acque sulfuree per le malattie della pelle e quelle salsobromojodiche per combattere la sterilità femminile.

Nei secoli successivi l’idrologia medica accelera la ricerca e si producono ampie documentazioni scientifiche ad opera di vari autori, per lo più medici, quali Bacci, Falloppio ed altri; con l’affermarsi della sperimentazione in  medicina e l’avvento della chimica moderna, si assiste ad una vera svolta scientifica dell’idrologia medica.

Dall’800, con gli ulteriori progressi nelle scienze chimiche, fisiche, biologiche e, certamente non ultime, geologiche (idrogeologia moderna), l’acqua termominerale acquisisce la caratterizzazione di sostanza farmacologica complessa e irriproducibile artificialmente.

Oggi la medicina termale utilizza , al pari di ogni altra disciplina medica, le competenze scientifiche e tecnologiche del settore e si avvale, altresì, dello sviluppo nella ricerca idrogeologica laddove è oggi possibile selezionare più specificamente le varie tipologie di acque da destinare alla scienza propria dell’idrologia medica.

Allo stesso tempo la comunità scientifica (Università) intende sfruttare in modo razionale le proprietà del patrimonio idrominerale che per il passato era invece “affidato” a singoli estimatori del termalismo. Attualmente la ricerca nel campo dell’idrologia medica si svolge in ambiti scientifici multidisciplinari (Farmacologia, Idrochimica, Fisiologia etc.) a scopi di medicina preventiva, terapeutica o riabilitativa.

 Le Terme di Salice

Salice Terme è situata nel cuore della confluenza di 4 Regioni (Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia) e al centro del "Triangolo industriale" Milano-Genova-Torino.

Proprio qui  il Torrente Staffora aprendo, dolcemente, la sua vallata, assicura al microclima secco e temperato di Salice la piacevole ventilazione che ne costituisce la caratteristica principale.

Sulla sua riva sinistra,  nella cornice di un  parco secolare, tra tigli, platani, aceri, querce, olmi, pini, prati verdi e tanti fiori sboccia  "il fiore della salute" grazie alle Terme di Salice.

La peculiarità geografica di Salice è la collina e il colore dominante è il verde: il verde riposa l’occhio e placa l’animo,  stimola l’ottimismo  e fa sì che ogni giorno sia un buon giorno (foto 1).

La storia di Salice è indissolubilmente legata alla storia delle sue acque e delle terme che le hanno valorizzate a fini terapeutici e curativi.

Lo stesso nome trae origine dall’antichissima Fonte Sales (foto 2), tuttora produttiva e attiva, situata ai piedi della collina. Le acque salse che dalla fonte derivavano, creavano, infatti, delle efflorescenze saline rossastre sul terreno per cui i Romani designarono la località come "locum salis", donde Sales e…infine, Salice.

Furono proprio i Romani , qui pervenuti nelle loro guerre contro i Liguri che si erano stanziati sulle colline tra il mare e la grande pianura del Po, ad utilizzare per primi le acque salse ed a sfruttare le miniere di zolfo di Mont’Alfeo.  Si deve, invece, al dottore Ernesto Brugnatelli la rinascita delle terme nel 1849; lo studioso avviò la ricerca delle caratteristiche chimico-fisiche delle acque e iniziò la sperimentazione delle proprietà terapeutiche più importanti.

Nel 1884 nasceva la Società in accomandita semplice Stoppani, Castiglioni & C. e, successivamente, nel 1901,  la  Società anonima Terme di Salice che ha provveduto a un completo studio geologico della zona, alla trivellazione di nuovi pozzi, dei quali alcuni fino alla profondità di oltre 300 metri, alla costruzione dello stabilimento termale, nel 1902, di stile pompeiano e del parco circostante (foto 3 e 4).

Fino al periodo tra le due guerre Salice continuò a crescere in fama e importanza grazie  all’opera intelligente ed entusiasta di illustri medici quali il Dott. Stoppani, il Dott. De Vincenti ed il Dott. Diviani.

 Dopo la pausa della seconda guerra mondiale, nell’immediato secondo dopoguerra e più ancora dagli anni ottanta ad oggi, la Spa Terme di Salice  riprende la sua crescita e sviluppo sia in termini di ricerca e sfruttamento delle acque minerali (vengono approfonditi gli studi idrogeologici e costruite le nuove captazioni con tecnologia moderna), sia in termini di studi e applicazioni medico – terapeutiche e  sia ancora  in termini di frequenza e utilizzo da parte di un pubblico sempre più vasto delle cure, trapassando dalla proprietà pubblica all’ attuale  proprietà mista privata – pubblica.

In un contesto fortemente segnato dalla loro presenza (altri stabilimenti termali, Villa Esperia, Don Gnocchi) la Spa Terme di Salice sta oggi precisando la sua identità sotto la nuova Amministrazione;  alle tradizionali cure già in essere, di tipo terapeutico, si sta anche affermando, in maniera sempre più evidente, il “Centro benessere”, la nuova piscina termale (foto 5), la linea di prodotti “Gli Elementi”, cure estetiche e cosmetiche, legate alla prevenzione secondo un concetto di sanità fisiopsichica rivelativo di un approccio olistico alla problematica della salute come “conservazionedi status piuttosto che come “recupero” di status.

Inoltre, attraverso un protocollo di intesa con il prestigioso S. Matteo di Pavia, partner scientifico del progetto, la nuova Amministrazione sta avviando un recupero della struttura del Grande Hotel del Parco finalizzata alla istituzione di un centro riabilitativo di alta, esclusiva rilevanza nazionale/internazionale nell’ambito dello sport.

Cura, prevenzione, riabilitazione rappresentano i poli di sviluppo della Spa Terme di Salice in un prospettiva di continuità con il passato e di implementazione nel futuro. Le risorse naturali alla base di tale sviluppo sono le acque  salsobromojodiche e sulfureo – solfate. Le acque salsobromojodiche sono fortemente mineralizzate (residuo fisso superiore a 55.000 mg/l) e vantano una concentrazione di sali tra 8 e 10 gradi Beaumè a fronte dell’acqua marina che ne vanta 1/2; esse sono note per la loro azione antinfiammatoria, antidolorifica, analgesica, decontratturante, antiedemigena, miorilassante.

Le acque sulfuree di Mont’Alfeo, molto ricche di idrogeno solforato (oltre 10 mg/l) svolgono funzione anticatarrale, mucolitica, antiallergica, di stimolo delle difese immunitarie, antinfiammatorie, cherotolitica, cheratoplastica (foto 6).

Queste acque svolgono anche benefici effetti a livello cutaneo per l’azione positiva sul ricambio fisiologico e a livello nervoso per gli effetti sedativi riscontrati nei casi di eccitabilità.

“Dei primi filosofi, i più hanno pensato che vi siano solo principi materiali delle cose. Ciò di cui le cose hanno il loro essere e da cui si originano e in cui, corrompendosi, si risolvono - poichè la sostanza permane pur mutando negli accidenti - dicono sia l'elemento primordiale e, essa sostanza, il principio delle cose; per questo pensano che niente si generi o perisca in assoluto, dato che tale sostanza rimane in eterno. Tuttavia questi filosofi non sono tutti d'accordo circa il numero e la specie di un tale principio. Talete iniziatore di questo tipo di filosofia, dice che il principio è l'acqua (per questo afferma che la terra galleggia sull'acqua), desumendo indubbiamente questa sua convinzione dalla constatazione che il nutrimento di tutte le cose è umido, e che perfino il caldo si genera dall'umido e vive dell'umido.

Ora, ciò che da cui tutte le cose si generano è, appunto, il principio di tutto. Egli desunse dunque questa convinzione da ciò e inoltre dal fatto che i semi di tutte le cose hanno una natura umida, e l'acqua è il principio della natura delle cose umide.”(Aristotele)

Anna Corbi* – consigliere Terme di Salice S .p. A.
Giancarlo Guado** –consulente idrogeologo Terme di Salice S.p.A.

 


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Anna Corbi e Giancarlo Guado

Anna Corbi, consigliere di Amministrazione delle Terme di Salice s.p.a., è Dirigente Scolastico presso il  Liceo Galileo Galilei di Voghera, laureatasi in Giurisprudenza nel 1965 e in Sociologia 1979, ha insegnato per venti anni Storia e Filosofia nei Licei prima di vincere il Concorso direttivo nel 1991.

Giancarlo Guado è geologo libero professionista, da 40 anni lavora nel settore dell'idrogeologia applicata alla ricerca idrica; è stato consulente di numerose multinazionali e del Ministero degli Esteri per interventi di cooperazione e sviluppo in Africa, da oltre 20 anni è consulente idrogeologo delle Terme di Salice spa.